lo stress; cos’è e come prevenire

Qualche tempo fa ho fatto delle miniconferenze sullo stress, mi è stato quindi chiesto di fare un post su questo tema.

Le mie presentazioni erano improntate più sullo stress che diventa trauma, ma qui proverò a fare una cosa chiara che parla in modo semplice dello stress più comune e che tocca tutti.

Se penso allo stress e mi chiedo cosa lo provoca a me, le risposte sarebbero:

  • troppo poco tempo
  • troppe cose da fare
  • troppi pensieri
  • troppi impegni
  • troppa energia da investire
  • tragitto troppo lungo
  • troppa gente
  • troppo traffico
  • troppa colonna
  • troppo dolore
  • troppi farmaci
  • troppi cibi preconfezionati o non equilibrati
  • ecc.

quindi direi che il denominatore comune è il TROPPO.

Questo troppo è soggettivo, ma cosa lo definisce?

LA RESILIENZA          Resilience Road Sign

La Resilienza si può immaginare come un vaso, ognuno di noi nasce con una capacità di contenimento diversa, per questo si dice che c’è chi a più pazienza e chi meno; la pazienza risiede li. Questo vaso viene riempito giornalmente con gocce contenente tutto ciò che viviamo, ma questo non è un problema, perché il nostro corpo in origine è stato studiato e  costruito con un sistema di scarico.

 

I veri problemi secondo me sono due;

  1. sono troppo stressato e non ho tempo da dedicare allo scarico! Il classico cane che si morde la coda direi…
  2. abbiamo perso di vista l’importanza di scaricare e le istruzioni per farlo

Direi di dedicarci al secondo caso, perché, per esperienza personale, ho deciso di dedicarmi solo a chi vuole veramente migliorare la sua qualità di vita, le persone che accampano scuse in continuazione non hanno ne voglia ne energia loro da impiegare; con il rischio però, di prosciugare la nostra. Questo non vuole essere un giudizio, ma piuttosto potrebbe essere una buona cosa chiedersi “perché non voglio stare meglio e fare qualcosa di buono per me?”.

Torniamo a noi e al secondo punto.

Peter Levin, nato nel 1942 e specializzato in traumi, è uno psicologo contemporaneo che ha lavorato per la NASA in qualità di consulente per lo stress, oltre che insegnante in varie strutture in tutto il mondo (ospedali, centri di cura, cliniche del dolore). Negli anni ’70 cominciò a studiare il comportamento degli animali di fronte alle situazioni di stress e di pericolo, scoprendo una cosa davvero interessante; dopo una situazione emotivamente molto forte o stressante, l’animale, con dei movimenti del corpo, riesce a scaricare l’evento e quindi a mantenere la sua Resilienza sempre ad un livello basso. Da questi studi ha poi creato il Somatic Experiencing.

Quindi quello che noi abbiamo dimenticato negli anni o forse nell’evoluzione, non saprei, è questa conoscenza di scaricare o svuotare la nostra Resilienza, per questo quando uno arriva al limite si dice “la goccia che ha fatto traboccare il vaso”, in questo caso si parla proprio del vaso della Resilienza.

Questo vaso ha la capacità, con esercizi specifici, di aumentare la sua capienza, e questa è un’ottima notizia per chi ritiene di avere poca pazienza. Allo stesso modo ci sono esercizi e tecniche che aiutano il corpo a rimparare a scaricare, all’inizio dobbiamo aiutarlo con l’allenamento, ma noi siamo una macchina perfetta,  e quando il nostro inconscio ne comprende i benefici, fa già da solo il grosso del lavoro, in più, far diventare  questa pratica un’abitudine, prendendoci almeno 5 minuti tutte le sere, o 1 volta al giorno, per noi stessi, è sempre buona cosa e tutto il nostro corpo ne trarrà beneficio.

Il sistema nervoso autonomo, è quello che regola tutte le funzioni di base del nostro corpo, compreso il sistema viscerale (gli organi interni), è a sua volta suddiviso in 2 gruppi:

  • SIMPATICO: in caso di stress o sollecitazione aiuta il corpo a prepararsi all’azione, aumentando l’attività degli organi e delle cellule nei momenti di stress e attivazione, sia positiva che negativa
  • PARASIMPATICO: aiuta a rilassarci e a scaricare l’energia accumulata nella fase di attivazione così come a rigenerarci dopo che è passata una minaccia o uno stress.

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Se tutto non funziona alla perfezione, e la nostra resilienza fosse piena, potrebbe accadere che ci “congeliamo” in uno dei due sistemi visti sopra:

un congelamento nel simpatico ci porta ad una perenne attivazione; ipervigilanza, iperagitazione, iperlavoro di organi cellule e tessuti.

un congelamento nel parasimpatico ci porta ad un perenne abbassamento; bassa energia, sfinimento, ridotta sensibilità, scarso tono muscolare, ridotto sistema immunitario, scarso e rallentato lavoro di organi cellule e tessuti

esiste anche un congelamento bipolare, dove queste due fasi si alternano tra loro.

Piccola nota: nella fase iper, che sia un congelamento o una situazione momentanea le nostre cellule consumano molto ossigeno per dare energia al corpo e questo provoca un aumento di radicali liberi, che servono alla cellula per capire quando è tempo di essere eliminata, a lungo andare questo processo può portare ad un invecchiamento più veloce degli organi. Dal momento che tutti noi più volte al giorno abbiamo dei momenti iper è consigliata un’assunzione giusta di antiossidanti che permettono al corpo di regolare questi radicali liberi e tenerli sotto controllo.

In caso invece di ipo, (che a differenza dell’iper crea più problematiche sul lungo tempo che sul singolo breve evento giornaliero) le nostre cellule e il nostro corpo lavorano al rallentatore, sarebbe quindi opportuno dare una mano anche qui con alimenti particolari che possano in particolare aiutare il sistema immunitario e il metabolismo a non addormentarsi troppo.

Rimane comunque opportuno reagire e farsi aiutare per uscire il prima possibile da questi stati se permangono da qualche tempo.

Uno dei modi di sfogare il sistema nervoso oggigiorno consiste nello fare sport con grandi sforzi, purtroppo questo ha un effetto inverso sul sistema, poiché  quello che noi percepiamo sfogo o scarico invece è solo stanchezza dovuta al grande sforzo, mentre invece il nostro sistema nervoso è rimasto in iperattività, che è forse anche aumentata durante lo sport, quindi ci vorrebbe un momento di vero rilassamento dopo, come un bagno caldo, un massaggio, una passeggiata tranquilla nel bosco, una seduta di Body Experiencing, insomma qualcosa che riporti tutto in vero e sano rilassamento.

Quindi mi raccomando, prendetevi del tempo per voi, ascoltate cosa il vostro corpo ha da dirvi, valutate quanto spazio c’è ancora nella Resilienza e concedetevi, anche solo 5 minuti al giorno, per capire realmente come state.

Se foste interessati ad approfondire o ad imparare una tecnica che aiuta il corpo a sciogliere e lasciar andare lo stress, così come ad aumentare la resilienza, tra le terapie che pratico io, vi propongo il Body Experience, che è una rielaborazione del Somatic Experiencing; per provare sulla vostra pelle la sensazione di una resilienza spaziosa e lasciar andare qualche peso dal corpo.

Vi invito a contattarmi per un appuntamento. Stampando il buono qui sotto avrete 10 CHF di sconto sulla seduta

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